Nonostante col passare degli anni la tecnologia e le innovazioni siano sempre più presenti, il  matrimonio rimane punto fermo di tradizioni e credenze tramandate nei secoli.
Sono molte le superstizioni, le curiosità ed i riti scaramantici che ruotano attorno alle nozze. Moltissimi vengono ricordati e seguiti minuziosamente, ma spesso non si conosce il vero significato simbolico o l’origine . . . Vediamoli insieme !

 

 5 COSE DA INDOSSARE …
Questa usanza molto antica nacque in Inghilterra da una frase in uso nell’epoca vittoriana:

 

Something old, something new.
Something borrowed, something blue.
And a silver sixpence in your shoe.
TRADUZIONE
Qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo.
Qualcosa di prestato, qualcosa di blu.
E una moneta d’argento da sei pence nella scarpa.

 

Ma qual è il significato?

Qualcosa di vecchio 
: rappresenta il rispetto della tradizione, i legami familiari e quelli col passato che si lasciano alle spalle. L’elemento può essere un gioiello di famiglia, il velo, un bottone di un vecchio vestito cucito all’interno dell’abito.
Qualcosa di nuovo : simboleggia la nuova vita che sta per iniziare e la fortuna per il futuro percorso coniugale. Generalmente l’abito, se non tramandato dalla famiglia, ricopre questo ruolo.
Qualcosa di prestato : indica il legame con le persone care, che rimane anche nella nuova vita  ed il supporto di queste anche nel momento del cambiamento. Di solito si tratta di gioielli prestati da una donna che ha avuto un matrimonio lungo e felice.

Qualcosa di blu : è il colore della sincerità e della purezza. Anticamente era anche il colore dell’abito da sposa. Solitamente si indossa una giarrettiera con nastrino blu o si cuce un fiocchetto  all’interno del vestito.

Qualcosa di regalato : sostituisce la moneta da sei pence, non sempre facile da reperire. La moneta simboleggia la prosperità e la sicurezza economica per la nuova famiglia e viene solitamente posizionata dentro la scarpa sinistra della sposa oppure cucita nell’orlo o all’interno del vestito. Con l’oggetto regalato, invece, si indica l’affetto delle persone care.

 

BOUQUET
Il bouquet è l’elemento che segna il passaggio dal fidanzamento al matrimonio. Viene infatti donato dal futuro marito, nonostante spesso venga scelto dalla sposa, e fatto recapitare al mattino a casa della futura moglie.
Le sue origini risalgono all’era precristiana quando la sposa si recava alla cerimonia con ramoscelli di mirto o rosmarino, considerate piante di buon augurio. Successivamente, tra il VII e il IX secolo d.C., alle spose veniva dato un giglio, simbolo di purezza.
Durante il Medioevo, invece, la sposa doveva portare all’altare ago e filo, a testimonianza di ciò che sarebbe stata la sua posizione in ambito domestico.
Questo simbolo in continua evoluzione diventò poi coroncina composta da fiori d’arancio (allo scopo di evidenziare la purezza interiore) e successivamente mazzolino di fiori bianchi tenuti insieme da un nastro di seta, fino a raggiungere le creazioni più spettacolari e sofisticate dei giorni nostri.
Il bouquet, come da tradizione, a fine ricevimento viene regalato dalla sposa all’amica nubile più cara, come augurio di nozze entro l’anno. Se le amiche sono di più la sposa farà il famoso lancio o potrà decidere di dividere il mazzo e regalarne un pezzo ad ognuna di loro.

 

♥ GIARRETTIERA
La prima giarrettiera di cui si parla nella storia fu quella di Carlo Magno nell’800 d.C quale accessorio che il monarca usava per sostenere le calze. Solo 400 anni dopo però la giarrettiera diventò si uso comune nell’abbigliamento prima maschile e poi anche femminile.
Curioso è l’aneddoto (leggendario) relativo alla nascita del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera (il più antico ed elevato ordine cavalleresco del Regno Unito), in cui si narra che durante un ballo organizzato alla corte del Re Edoardo III intorno al 1349, la Contessa di Salisbury (divenuta in seguito sua moglie Giovanna del Kent) perse una giarrettiera. Il re la raccolse e si chinò per aiutarla ad indossarla di nuovo quando, uditi bisbigli e risate maliziose dei cortigiani, si alzò e disse “Honni soit qui mal y pense!“ (Sia disonorato chi ne pensa male ! ), frase che divenne poi il celebre motto dell’Ordine.
La tradizione che lega sposa e giarrettiera vuole che l’accessorio venga sfilato per mano dello sposo e lanciato agli ospiti celibi, con la stessa funzione del lancio del bouquet.
L’usanza di sfilare la giarrettiera nasce comunque dalla forma che aveva prima dell’avvento degli elastici: pizzi e merletti chiusi con un fiocco. Sciogliere il fiocco che la chiudeva era simbolo di entrata in una nuova vita, insieme alla persona amata.

 

♥ FEDI
Lo scambio delle fedi durante la cerimonia di nozze è un gesto che risale a tempi molto antichi. Già per gli Egizi l’anello matrimoniale testimoniava un’unione indissolubile, riassunta nella sua forma tonda (infinita) e senza saldature. Fatto d’oro, il più resistente dei metalli, l’anello è simbolo di unione durevole: è da qui che nasce la superstizione che la rottura delle fedi preannunci disastri.
Nell’antica Roma invece era composto di ferro e rappresentava il circolo della vita e dell’eternità e veniva portato solo dagli uomini.
Le fedi tornarono ad essere definitivamente prodotte in oro sotto l’influenza cristiana.
Si indossano generalmente al dito anulare della mano sinistra (tranne che nel nord Europa dove si usa metterle a destra) secondo una tradizione degli antichi Egizi, convinti che vi fosse una vena che trasportava i sentimenti che collegava l’anulare al cuore.
Le fedi vanno scelte e provate da entrambi gli sposi ma vengono acquistate dallo sposo o regalate dai testimoni. In caso di cerimonia in chiesa sarà un paggetto o una damigella che le porterà all’altare per la benedizione.
E’ di cattivo auspicio far cadere gli anelli in Chiesa, ma se dovesse capitare è bene che vengano raccolti esclusivamente dal sacerdote. Ancora peggio se dovessero essere smarriti, segno di trascuratezza e poca intenzione di unirsi in matrimonio.

 

uscita SP

 

♥ LANCIO DEL RISO:
L’usanza di lanciare del riso sui giovani sposi indica buon auspicio e fertilità per la coppia.
Questa credenza potrebbe trovare le sue origini in un’antica leggenda della tradizione cinese, dove si narra che, in un periodo di grave carestia, il Genio Buono vedendo i contadini disperati, sia stato mosso da pietà ed abbia chiesto loro di irrigare i campi con l’acqua del fiume in cui lui gettò i propri denti. L’acqua trasformò i denti in semi, da cui nacquero tantissime piante di riso, che sfamarono l’intera popolazione.
Altri sostengono che potrebbe invece risalire agli antichi Romani, i quali lanciavano cereali sui novelli sposi, sempre come augurio di  fertilità. I cereali vennero poi rimpiazzati dal riso quando quest’ultimo divenne più reperibile.

 

♥ CONFETTI:
L’origine del confetto non è nota, ma sembra che l’inventore sia stato un medico di origine araba che iniziò a ricoprire le pillole con uno strato dolce per agevolare l’assunzione di medicine da parte dei bambini.
Secondo alcuni storici invece, la nascita dei confetti è da imputare all’epoca romana, quando venivano donati dagli ospiti ai festeggiati, in occasione di nascite e matrimoni e prodotti con mandole ricoperte di farina e miele.
Dei confetti come li conosciamo oggi, se ne inizia a parlare dopo il 1200, a Venezia, dove le famiglie nobili usavano lanciarli dai balconi in occasione del carnevale. Erano ricoperti di miele indurito, per resistere all’impatto col suolo.
Dopo la scoperta delle Indie occidentali iniziò a diffondersi lo zucchero sostituendo così la glassatura al miele. Da quel momento furono gli sposi ad offrirli agli invitati.
La tradizione vuole che i confetti regalati siano sempre dispari, numero indivisibile come il matrimonio e solitamente cinque, ad indicare salute, ricchezza, lunga vita, fertilità e, felicità.

 

♥ BOMBONIERA:
Il termine bomboniera deriva dal francese bonbonnière ed indicava il prezioso contenitore di bon bon (dolcetti) che nel XVIII secolo era di moda regalare come oggetto porta fortuna.
Solo nel 1896, col matrimonio tra Vittorio Emanuele III ed Elena del Montenegro, divenne simbolo di ringraziamento di nozze che gli sposi iniziarono a regalare agli invitati.

 

♥ LUNA DI MIELE:
Esistono diverse ipotesi sull’origine di questo termine. La più conosciuta fa riferimento alla Babilonia di circa 4000 anni fa, dove il calendario era composto da fasi lunari, ognuna delle quali durava circa un mese. Era solito in quell’epoca che il padre della sposa fornisse al genero una scorta di idromele (bevanda alcolica ricavata dalla fermentazione del miele in acqua) per tutto il mese successivo al matrimonio, perché si pensava favorisse la fertilità. Un’altra tesi ci riporta al Medioevo quando, nel momento in cui una famiglia cedeva una donna in moglie ad un uomo, essa portava con se, come dote,  tanto miele da durare per una fase lunare.
E’ solo dopo la metà del 1800 però che prese piede la moda di partire per un viaggio subito dopo il matrimonio, quando la rete ferroviaria iniziò a svilupparsi e gli spostamenti divennero più comodi e veloci.

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